Aprire un banco dei pegni

Dicembre 18, 2019 by Nessun commento

Il bacino d’utenza dei banchi di pegno (anche detti Agenzie di prestito su pegno) è purtroppo in costante dilatazione.

La crisi ingravescente e la sempre minore disponibnilità di denaro a fronte di un costante e impetuoso aumento del costo della vita, ne garantisce purtroppo la suddetta espansione.

Gli stessi motivi però devono indurre alla più grande prudenza nell’affrontare l’apertura di un banco dei pegni: la possibilità che il cliente diventi insolvente è molto elevata; per questo motivo chi si appresta ad aprire questo genere di attività deve essere in grado di valutare molto correttamente i beni dati a garanzia dei prestiti erogati. E’ vero che l’interesse a cui vengono concessi questi prestiti è sufficientemente elevato da fornire una buona compensazione, tuttavia un’errata valutazione delle garanzie fornite dal cliente può essere davvero deleteria.

Per quanto riguarda le modalità operative di apertura di un banco dei pegni, la cosa migliore è rivolgersi direttamente agli uffici ed agli addetti della Banca d’Italia, di fatto l’unico organo ufficialmente abilitato a concedere l’indispensabile licenza e, di conseguenza, le relative istruzioni sulle incombenze necessarie.

In senso lato possiamo intanto dire che un’agenzia di prestito su pegno è a tutti gli effetti, seppur con alcune indispensabili differenze, equiparata a qualunque altra forma di intermediazione creditizia.

Il capitale iniziale, ad esempio, che per un qualunque operatore del settore è di 2 milioni di euro, per l’apertura di un banco dei pegni deve essere “solamente” di 600.000 euro.

Vi è quindi una domanda iniziale da rivolgere alla Banca d’Italia tramite apposito modulo, alla quale, qualora concessa l’istanza, faranno seguito altre documentazioni da fornire, per la maggior parte inerenti l’affidabilità penale e giuridica del o dei rappresentanti legali della costituenda azienda.

Ma vi sono da fornire anche molte garanzie dal punto di vista dell’affidabilità professionale, e anche un vero e proprio esame da sostenere, tramite cui dimostrare la propria competenza nel campo.

Tutte le informazioni aggiornate sono comunque reperibili presso la Banca d’Italia.