Sterilizzazione a vapore: come funziona e vantaggi

Gennaio 31, 2020 by Nessun commento

La sterilizzazione a vapore è un processo comprovato, economico e rapido per l’uccisione dei microrganismi, che avviene tramite l’impiego di calore umido, ovvero di vapore saturo immesso sotto pressione. Il calore, come intuibile, danneggia le strutture cellulari di tali microrganismi, membrana citoplasmatica compresa, rendendole di fatto non vitali. Scopriamo insieme nel dettaglio il funzionamento della sterilizzazione a vapore e i principali vantaggi.

Sterilizzazione a vapore: cos’è

Come anticipato, la sterilizzazione a vapore è un processo che in maniera rapida e soprattutto economica, è in grado di uccidere i batteri e tutti quei microrganismi che possono rivelarsi dannosi per la persona sulla quale viene utilizzato quel determinato strumento. Questo efficace processo, è affidato alle autoclavi da laboratorio, e si svolge in 4 fasi precise.

La prima fase è definita di generazione, ovvero di sotto-vuoto. Durante tale fase, all’interno dell’autoclave viene appunto generato il sotto-vuoto. In questo preciso momento, l’aria atmosferica viene di fatto pompata all’esterno dell’autoclave, ed al suo posto viene introdotto vapore saturo, quindi sotto pressione. Nel momento in cui il sotto-vuoto è generato, la valvola apposita viene chiusa.

Subito dopo la fase della generazione, arriva quella del riscaldamento. Alla fine di tale fase, ogni parte dell’oggetto o dello strumento, ha raggiunto quella che è la temperatura necessaria alla sterilizzazione, tramite il vapore saturo. Successivamente avrà inizio la fase di sterilizzazione vera e propria.

Sterilizzazione a vapore: durata

Sulla base dell’oggetto, del numero di germi presenti e sulla temperatura della sterilizzazione, cambia la durata del processo. Volendo prendere in considerazione una tempistica standard, potremmo dire che solitamente dura 15 minuti, con una temperatura di 121 °C. Per rendere invece totalmente inattivi i prioni, la durata viene innalzata ad almeno 30 minuti, esattamente come la temperatura che passa a valori compresi tra i 132 e i 134 °C, con una pressione maggiore, ovvero 3 bar.

Alla fine della fase della sterilizzazione, subentra chiaramente un’ultimo step, ovvero quello del raffreddamento degli oggetti sterilizzati che precedentemente avevano raggiunto le alte temperature specificate. Solo in questo momenti potrà considerarsi come conclusa la disinfezione in autoclave.

Processo di sterilizzazione: fasi

Quella della sterilizzazione in autoclave, è solo un passaggio dell’intera procedura, che richiede necessariamente dei passi obbligati oltre alla sterilizzazione vera e propria. Tali passi sono:

Decontaminazione degli strumenti. Procedura che tutela gli addetti al ritiro, alla pulizia e allo smontaggio degli strumenti, da contaminazioni accidentali e microrganismi patogeni.
Lavaggio. Questa fase può essere manuale, utilizzando gli ultrasuoni oppure un termodisinfettore.
Controllo degli strumenti. Ogni strumento, dopo ogni ciclo di pulizia, deve essere macroscopicamente pulito. Un’attenzione particolare dovrà essere rivolta verso strumenti dentati che potrebbero richiedere una pulizia supplementare.
Confezionamento. Gli strumenti da processare devono essere confezionati, al fine di poterne conservare la sterilità fino a quando questi verranno utilizzati. Prima di procedere con la fase di confezionamento vera e propria, si dovrà sempre controllare che gli strumenti siano integri, smontati e asciutti in ogni loro parte. Per quanto riguarda il confezionamento per la sterilizzazione in autoclave, questo deve essere eseguito utilizzando carta medical-grade, containers con valvola o filtri oppure rotoli e buste in carta, dotate di film biaccoppiato plastico.
Etichettatura e tracciabilità degli strumenti. A seconda delle procedure e del sistema di tracciabilità, ogni strumento dovrà essere etichettato, indicando la data della sterilizzazione, della scadenza della confezione, di chi ha effettuato il processo ed altro ancora.
Carico degli strumenti da processare. Il carico dell’autoclave è un processo delicato che deve essere eseguito seguendo alcuni accorgimenti, in merito all’ingombro degli strumenti, sulla sistemazione delle buste, ed altro ancora.
Ciclo di sterilizzazione, scarico degli strumenti processati e stoccaggio concludono la sterilizzazione in autoclave.